9.16.2006

IL GOVERNO E’ MORTO (SI LAVORA AL DOPO-PRODI)



Nessuno lo dice apertamente ma la decisione delle forze politiche è stata presa: Goldman Prodi e la sua merchant-bank Sachs se ne andrà. In tempi brevi. Quando e come, dipenderà da che soluzione verrà trovata per il dopo-Prodi. Il centro-sinistra teme che si spalanchi il baratro elettorale. D’Alema, Fassino, Rutelli, Bertinotti vogliono essere certi che, se si apre una crisi, non si vada alle urne prima del voto delle Europee (maggio 2009).

D’altra parte il governo tecnico non lo vuole nessuno, compreso Berlusconi; vogliono invece un governo politico con pochi punti programmatici: la riforma delle pensioni, e parallelamente un tavolo che discuta sulle riforme elettorali, per poi andare alle elezioni nel 2009 abbinandole con le Europee
(Romano Prodi e Piero Fassino - Foto U.Pizzi)

Dunque, si aspetta sulla sponda del fiume il ritorno dalla Cina dei nostri prodi. Per un regolamento di conti (correnti) che vede in prima linea non solo D’Alema ma lo stesso partito, alias Margherita, cui fa riferimento il premier. Oggi il quotidiano di Rutelli, “Europa”, licenzia un micidiale editoriale dal titolo “Ora tutti a carte scoperte” in cui si legge: “Era stata la giornata dell’attesa delle dimissioni di Angelo Rovati, il consigliere di Prodi autore del famoso piano di salvataggio Telecom: richieste con forte impatto da Repubblica, giornale teoricamente amico; intimate dall’opposizione; negate con forza da Romano Prodi in trasferta a Shanghai. Un gesto che, se venisse compiuto, aiuterebbe forse l’intero governo ad affrontare senza imbarazzi i prossimi passaggi della vicenda Telecom e più in generale il tema dei rapporto con il mondo economico e finanziario”.

Ancora: “…Se dietro alle slide di Rovati c’era in controluce un progetto anche parziale di ri-statalizzazione di Telecom, ora voi di palazzo Chigi dovete farlo sbattere non contro l’uomo dei debiti (ancorché ereditati), ma contro l’uomo delle regole e della concorrenza (Guido Rossi). Uomo di sinistra per di più. Vediamo se reggete. Vediamo se regge l’unità politica del centrosinistra, già messa sotto sterzo (lo vogliamo dire? sotto silenzio) da quando è esploso il caso Rovati e si è avvertito palpabile l’imbarazzo riformista nella coalizione. Formalmente, come è giusto, da oggi la politica e il governo si limiteranno a prendere atto dell’autonoma decisione di un grande gruppo privato”.

“Europa” inchioda la cassa di Prodi nelle ultime righe: “Ma la vicenda Telecom sarà ancora lunga, e il suo esito segnerà per anni il profilo industriale italiano nel settore più strategico. Qualsiasi via d’uscita verrà individuata da Rossi, ci sarà sempre comunque un enorme interesse nazionale da tutelare. Il governo dovrà poterlo fare senza imbarazzi né zoppie. Non è in ballo l’immagine dei singoli, ma qualcosa di molto più importante”.

Essì, è in ballo “qualcosa di molto più importante”: il governo Prodi. E sono tutti ultra seccati di fornire le truppe parlamentari a un signore incazzoso che se ne sta a Palazzi Chigi a crearsi una piccola Iri di carattere personale. L’articolo di Minzolini, a proposito, è esemplare sullo stato comatoso del governo.